La chiesa

La cappella è situata al piano terra del reparto femminile.
Chi entra e la osserva bene, si accorge che il luogo è stato adattato nel tempo.
Si rivela piccola e spesso inadatta per i nostri Signori e le nostre Signore, molti dei quali sono in carrozzina. Ma è piacevole. I fiori sono sempre freschi e adatti al luogo, grazie all’attenzione delle suore.
Ma anche gli spazi vengono studiati con attenzione dagli Operatori, in modo da renderli anche funzionali per le nostre celebrazioni.
Piccola si, ma è arricchita da opere d’arte: Il presbiterio è dipinto da Antonio Boatto.
Sullo sfondo l’ultima cena.
Gesù e i dodici apostoli sono tutti presenti e ben visibili: l’unico volto nascosto, perché girato di spalle, è quello di Giuda, che si vergogna per il suo tradimento.
Ai due lati due scene evangeliche: il buon Samaritano e il figlio Prodigo. In ambedue i casi, accanto alla persona sofferente incontriamo, in piedi, don Orione che allevia i dolori fisici e morali.
E’ tutto il programma del Piccolo Cottolengo friulano.
Siamo onorati che anche la nostra cappella abbia avuto il tocco di pennello di un Maestro che è stato chiamato a dipingere, tra le altre, opere come il presbiterio della chiesa Saint Ann’s a New York, la volta del duomo di San Marco a Pordenone, l’abside del santuario Madonna Queen National Shrine di Boston e la Porta Maggiore della cattedrale di Vicenza.

L’altare e l’ambone invece sono opera dello scultore friulano Maschio. Il blocco che sostiene la mensa è formato da un’unica roccia, massiccia, che rappresenta la “Roccia che è Pietro” che sostiene la mensa presso cui siamo inviati tutti, sani ed ammalati.
L’ambone, sempre in pietra viva, è formato da un ragazzo, un po’ sbarazzino a dire il vero, ma nel quale molti dei nostri Signori si ritrovano, che sostiene il Vangelo.
E’ una bella allegoria per dire che nessuno è escluso dall’annuncio e dalla proclamazione della Parola.